My home is an island in the Mediterranean Sea. Cradle of peoples and archaic myths. The myth of "Atlantis" on several occasions has been associated with Sardinia. My blood is water of its rivers, its soil is my flesh, its forests are my bones.Neil starting by his island, the center of his world:Travels, observes and analyzes what he encounters in his wanderings around the world.
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La mia terra è un'isola in mezzo al mare Mediterraneo. Culla di popoli e di miti arcaici. Il mito di "Atlantide" a più riprese è stato associato alla Sardegna. Il mio sangue è l'acqua dei suoi fiumi, il suo terreno è la mia carne, le sue foreste i miei polmoni e le sue pietre le mie ossa.



martedì 27 aprile 2010

domenica 25 aprile 2010

sabato 24 aprile 2010

giovedì 22 aprile 2010

Avant

mercoledì 21 aprile 2010

16 aprile

Vicinanze Arouca
Mi sono perso... ho lasciato il capanno della buca 13 ed Espinho per diriggermi verso est... con un piccolo bus ho raggiunto un luogo montuoso ed ho cercato di raggiungere Amarante a piedi, passando per i sentieri.... E' stato un gravissimo errore!! Oggi 16 Aprile ho deciso di attendere soccorsi.. Spero di vedere qualcuno, la notte tanti animali selvatici fanno festa, io non dormo e rabbrividisco. Ma per fortuna ancora non mi è accaduto niente... Durante il giorno invece cammino sempre verso la stessa direzione ( almeno credo ) qui la montagna è parecchio impervia... Le mie riserve di cibo e la mia memoria iniziano a vacillare, riesco comunque a cavarmela abbastanza bene... è la notte quella che temo...
Non sò cos'altro aggiungere, proverò ad essercitarmi con la lingua inglese non sia mai riesca a trovare qualcuno....come esercizio d'inglese proverò a tradurre tutto ciò che oggi ho scritto.. chissà non riesca a trovare una mano... l'inglese è ormai la lingua più internazionale.. mi eserciterò fino alla notte, se le fiere mi terranno sveglio continuerò fino al mattino.
Buona notte


Nearby Arouca
I'm ... I left the golf cabin of the hole 13 ... Today April 16. I decided to wait until relief .. I hope to see someone at night many wild animals are having a party, I do not sleep and I shudder. Luckily nothing happened to me yet ... During the day you walk always in the same direction (I guess) here is pretty impenetrable mountain ... My food stocks, and my memory began to falter, I can still get along quite well ... What I fear is the night ...
I do not know what else to add. I try to remember some of my linguage English memories to translate all .. I hope somehow unable to find a hand ... English is now the most international language .. I will exercise until the night, keep me awake if fairs
Good night



Sicuramente avrò fatto parecchi errori, non sono mai stato bravo nelle lingue sebbene avessi sempre avuto una passione particolare per il viaggio. Bhè pazienza, la notte inizia a calare, almeno ove ho trovato riparo non scorre troppo vento e c'è un piccolo corso d'acqua vicino..
( con la mia polaroid ho fatto una foto che qui allego: l'ho intitolata P. LOST, non chiedetemi perchè.. )
E' sicuramente lì che si recano gli animali la notte, al corso d'acqua per ristorarsi...
Capito... hanno ragione loro, io farò da buon ospite e spero anche questa notte trascorra senza brutti imprevvisti..

P Lost

martedì 20 aprile 2010

giovedì 15 aprile 2010

Antiwar Venice August 2009

-Venice- August 2009

13 Aprile

Espinho.
Ho trovato 2 palline da golf, una gialla ed una bianca. Raggiunto la località di Espinho ho trovato riparo nella zona sud, più precisamente in un complesso di campi da golf molto carino. Poco lontano ci sono lunghe spiagge, dal mio piccolo promontorio riesco a vederle. Ho pranzato con una scatoletta di tonno, fagioli e verdure. Questo pomeriggio ero tentato di andare nel golf club e chiedere se serviva un aiutante per racimolare qualche euro, ma ho desistito. In compenso ho chiesto se potevo soggiornare qualche giorno vicino ad un capanno rustico della buca 13. Con un po di riserve il capo del personale ha accettato, facendomi promettere di non rimanere più di 2 notti, non andar troppo in giro per i campi e non disturbare i clienti del golf club. Sono stato fortunato, poiché cosi ho avuto modo di lasciare per l'intera giornata i mie bagagli e fare un giro privo di pesi eccessivi per il piccolo centro cittadino. Credo sia una località turistica molto gradita. La gente sembra solare e come ho già detto per i portoghesi, laboriosa.
Il vento oceanico mi ha fatto dormire non troppo bene, quindi ne ho approffittato per dormire altre 2 orette pomeridiane nell'immensa e vicina spiaggia proprio davanti all'Oporto Golf Club. L'intera giornata l'ho trascorsa a passeggiare lungo il bagnasciuga, comparando questi luoghi alle coste della mia isola. La Sardegna è fortunata ( o meglio le sue coste ). Essa si trova incastonata e protetta dal Mar Mediterraneo.
Qui, la violenza dell'oceano si risparmia ben poco o nulla, ed il semplice fare un bagno risulta meno gradevole, vuoi per l'impetuosità delle onde, vuoi per la temperatura dell'acqua, assai più fredda...
Ora (ormai notte) mi trovo accanto al capanno della buca 13 e mi sento tranquillo. Ho cenato con del pane caratteristico ( mediamente buono :P ) e un paio di gambi di sedano. Sto riuscendo bene a dosare le mie risorse ed energie e non posso nascondere una certa soddisfazione nel vedermi proseguire senza paranoie o ripensamenti in questo mio viaggio. Non sento di scappare, sento di andare. Una differenza di termini da non sottovalutare, tal pensiero mi dona una certa tranquillità e autostima, che questi precedenti giorni non percepivo nella maniera più assoluta. Forse anche domani rimarrò qui ed il 15 lascerò Espinho per le vie nord.
Credo visiterò anche Porto, la grande città, se mi troverò abbastanza bene, altrimenti la lascierò alle mie spalle senza trascorrervi 1 minuto in più di quanto mi serva per oltrepassarla. Berrò ora una tazza di latte caldo per riscaldare il mio corpo/anima e mi avvolgerò all'interno dei miei due sacchi a pelo. Notte.

martedì 13 aprile 2010

12 Aprile

Ovar.
Ho speso i miei primi soldi da quando ero partito, qualche euro per pane e del salame piccante lo avevo già investito dopo aver lasciato Loulè, ma stamane ho dovuto comprare un sacco a pelo nuovo. La notte scorsa ho patito il freddo, ( forse la posizione che avevo scelto per passare la notte non era abbastanza riparata, ma c'è da dire che l'ho scelta quando ormai era notte ed era difficile trovare un altro posto. Spirava un forte vento e le nubi oscuravano stelle e luna).
Ho lasciato Nazarè e l'oceano atlantico e ho provato a percorrere a piedi la strada che costeggia la costa. 50 km li ho percorsi a piedi, il resto ad autostop. Ho visto tante cose diverse, la gente del posto pare labboriosa ma allo stesso tempo rilassata. Quando ho raggiunto la città di Ovar ero esausto e mi son fermato.. Porto dista circa 40 km da Ovar, credo visiterò prima il piccolo centro di Espinho che si trova a metà strada. Dopo soli 20 inuti circa di autostop un giovane ragazzo si è fermato e mi ha datto un passaggio con la sua vecchia Seat Toledo. Mi ha detto che è un luogo che merita d'esser visto ( Espinho), senza aggiungere altro. Era di poche parole e pensieroso, mi ha detto che si stava recando a lavoro e che fà l'addetto alla manutenzione di grosse gru al Porto industriale di De leixòes. Ogni giorno deve percorrere parecchi chilometri ed è costretto a turni di 8 ore stranissimi. E' stata la chiaccherata più lunga e piacevole che ho affrontato da quando sono partito con un essere umano. Abbiamo fumato un pò di Haschish che lui teneva in una scattolina di legno nel cassettino del cruscotto ed abbiamo continuato a chiaccherare. Ho scoperto che il portoghese non è particolamente difficile da comprendere per un italiano, è simile allo spagnolo, ma per uno che parla il Sardo è ancora più semplice, molti termini sono simili, ed il resto vien facile con gesti e segni.. :) Nella periferia di Ovar si è fermato in un grande parcheggio di un centro commerciale all'alba, era ancora privo d'auto e le porte del centro commerciale erano ancora chiuse, ma lì, due sue colleghi lo attendevano. Io son sceso e l'ho ringraziato sinceramente, lui ha risposto al mio saluto con un sorriso e mi ha augurato un buon viaggio.
I due suoi colleghi son saliti a bordo della vecchia Toledo nera ( quasi grigia tanto era impolverata) e son partiti, con il sole arancio davanti, albeggiava.
Ho atteso l'apertura del centro commerciale.. sono andato in un bagno e mi son lavato a pezzi, denti, viso e tutto il resto. Sucessivamente sono entrato in un grande megastore di articoli per il campeggio e giardinaggio ed ho aquistato un nuovo sacco a pelo ed una piccola lanterna a gas che funge anche da fornellino. Non ho spesso molto, ma inizio già a meditare sul fatto che tra non molti giorni avrò bisogno di guadagnare qualche euro per il proseguimento del mio viaggio.
Non ho ancora una meta, Credo cercherò di raggiungere domani o dopo Espinho e poi chissà.. sicuramente cercherò di arrivare a Vigo ed infine passare dal portogallo alla Spagnia; meta intermedia Santiago de Compostella. Un cammino diverso il mio, diverso da quello che fanno i pellegrini da anni, forse lo farò a ritroso.. chissà.. Non ci penso per ora. Il mio primo traguardo rimane Espinho, credo poi raggiungerò Porto e da lì m'imbucherò in un treno o bus per Vigo... Speriamo vada tutto bene... Il sole cala ed il crepuscolo silente mi consiglia di cercarmi ancor a luce un luogo adatto e abbastanza coperto per passare la notte. le esperienze insegnano.. lascio ora penna e questa mia piccola agenda per far un sopraluogo qui in giro. Ciao

lunedì 12 aprile 2010

Magus

domenica 11 aprile 2010

10 Aprile

Non ho avuto modo di scrivere, sono stati due giorni molto intensi. Sono stanco e stò iniziando a meditare seriamente sulle motivazioni che mi hanno/stanno portando lontano dalla mia isola. Ho patito il sole e un vento velenoso. Ma ho visto l'oceano per la seconda volta. La notte scorsa ho dormito con la mia piccola tenda Igloo nelle vicinanze di un piccolo e spartano distrubutore di carburanti all'ingresso di Nazarè, un piccolo paese distante da Lisbona circa 130 KM. Vi ho messo un intera giornata per raggiungere questo piccolo centro portoghese abbarbicato sulla costa, e per ben due volte ho rischiato di finire sotto due auto... Ho mangiato poco e l'area dell'Atlantico fà aumentare la mia fame...
Purtroppo le notti insonni sono routine ed ora non riesco ad aggiungere altro.. Tra i prossimi giorni, se rimmarrò vivo cercherò di essere più dettagliato..
PS: ho conosciuto un cane e per mezza giornata abbiamo fatto tutto insieme.. C'era feeling :)

giovedì 8 aprile 2010

But

I see two worlds.
one is mine, the other is ...
The other, I see with my eyes, I live, and often do not understand.
Mine is like me
I see with heart but
changes depending on my beat.
I have wings, in the my
and the bridges are long, I can all
except changing the other.

Io vedo due mondi.
uno è mio, l'altro è...
L'altro lo vedo con gli occhi, io ci vivo, e spesso non lo capisco.
Il mio è come sono io
Osservo con il cuore però
e cambia a seconda dal mio battito.
Ho ali lì
e i ponti son lunghi, posso tutto
tranne cambiare l'altro.

8 Aprile 2010

Sono riuscito a vedere ben poco della nave che mi ospita. ho raggiunto il ponte e per pochi attimi ho osservato la notte stellata. Sentivo la schiuma delle onde infrangersi sui fianchi dell'imbarcazione. Appena ho sentito qualche rumore ( mi son parsi dei passi )mi sono subito nascosto nello stomaco della nave e ho raggiunto il mio zaino e l'amico di viaggio che ho chiamato MASSI. Ho mangiato un arancio e delle noci e poi mi sono di nuovo appisolato fino al mattino. Venni risvegliato da un molesto stridere di catene, pochi minuti dopo il tir iniziava a muoversi. Abbiamo abbandonato la nave per le vie calde di chissà quale stato Europeo. Ho atteso la prima sosta per salutare MASSI e scendere. Un grande parcheggio s'è palesato ai miei occhi.
Ho compreso di essere in qualche posto in Portogallo grazie a un cartello stradale che indicava 264 KM per Lisbona. Ho fatto l'autostop e dopo circa un ora e mezzo di attesa un automobilista mi ha accompagnato nel primo centro cittadino: Loulè. Mi trovavo a molte miglia da casa mia, in uno stato straniero, non avevo ancora speso un centesimo dalla mia partenza, ma da subito mi rendevo conto che dovevo fare estrema attenzione a non dilapidare i pochi Euro che ero riuscito a portarmi a presso. Durante il viaggio in macchina ascoltammo musiche caraibiche credo, allegre e spensierate. Sebbene ne io ne il gentile conducente cantammo o sorridemmo eravamo entrambi abbastanza tranquilli. A Loulè l'ho ringraziato e sono sceso. Tutto risultava diverso dalle mie terre. Non sapevo ancora dove andare.

Giovedi 7 Aprile 2010 - PARTENZA-

Cagliari.
Mi sono svegliato non troppo presto quest'oggi. Ho bevuto un caffè nero osservando la mia valigia preparata la notte prima. Avevo deciso di non portarmi troppe cose, ma ora che la guardo pare proprio troppo pesante e ingombrante.. Lasciata sul lavello la tazza mi sono piegato sulla valigia ed ho iniziato a svuotarla..Ciò che è rimasto è stato trasferito in uno zaino che avevo vinto da piccino con i punti delle pastine. Ho guardato fuori dalla finestra, ho salutato in silenzio tutto ciò che per 21anni mi si presentava ad ogni mio risveglio. Ho chiuso la porta della mia stanza e sono uscito in strada senza lasciare alcun biglietto. Inizialmente ho camminato tra il frastuono mattutino delle macchine e delle ambulanze. Ho preso il bus alla fermata dell'ospedale e questo mi ha portato dopo circa 30 minuti nelle vicinanze del porto. La mia prima sensazione nel percepire l'umido odore di salmastro è stato un brivido, seguito ben presto da un sorriso.
La mattinata terminava con me che vagavo per i moli osservando curioso le varie barche più o meno grandi ormeggiate nelle banchine. Il pomeriggio riscaldava violento l'aria, rendendola quasi infuocata. L'asfalto scuro del grande parcheggio del porto fumava, restituendo un acre odore di petrolio.
Ho notato un grosso tir che faceva manovra per imbarcarsi un una nave, trasportava un grosso megalite di marmo... Appena il tir ha rallentato, io l'ho rincorso e mi son arrampicato. I pochi lavoratori addetti al carico, erano attenti a ben altre cose. Io, sebbene mi sia graffiato un po le mani e un fianco son riuscito a nascondermi dentro il rimorchio.. La grossa pietra marmorea era posta al centro... per me, vi era uno spazio di circa 2 metri per 2... "Non male" pensai io, mentre rimanevo chinato e silente, attendendo solo d'imbarcarmi con il mio primo compagno di viaggio.. Un masso di parecchie tonnellate.. di poche parole lui, di poche parole io... Ingoiati nella stiva ho atteso che la nave salpasse. Mi sono addormentato.
Al mio risveglio era buio nella stiva ed un poco percepivo un dondolio ipnotico, freddo... Senza dubbio un particolare 'Buon Giorno' ho pensato ironico prima di spiare fuori dal mio metallico giaciglio e decidere di provare a fare un giro per la nave. Forse era una scelta azzardata visto il mio essere clandestino. Ma mi son curato di star sempre guardingo ed i pochi marinai per tanti metri quadri di nave mi davano una mano a rimaner celato. La notte mi proteggeva, il buio quasi assoluto era il mio mantello d'invisibilità..

Tratto da: L'ULTIMA FATA DEI BOSCHI

Mantica 2008

Autoritratto 1.0

Salotti Borghesi anni '80

Delirio Emorragico delle Nove Nuove Nostre Stagioni

mercoledì 7 aprile 2010

domenica 4 aprile 2010

giovedì 1 aprile 2010